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Less than beer

Dieter Rams lo stagista

Dieter Rams, una di quelle persone che compare di rado nei libri di testo, ma la cui tecnica andrebbe insegnata già alle elementari.
I prodotti usciti per Braun (ma non solo) con la sua firma, sono perfetti, non c’è molto altro da dire, se non che continuano senza pietà ad influenzare lo stile contemporaneo e il gusto dell’ignaro uomo comune.
Basta cercare un po’ in rete per scoprire che l’elegante e moderno design Apple in realtà si riferisce spesso al sobrio e funzionale design Braun. E comunque, a onor del vero, anche altre aziende come Rowenta, Olivetti, Samsung, ci hanno dato un’occhiata al design del sig. Rams.

Detto ciò, ai tempi dell’università, un famoso designer italiano durante la revisione di un progetto mi disse: “non se la prenda, le buone idee sono nell’aria”. Si, appunto.

Ad ogni modo una delle carte vincenti del design del sig. Rams è senza dubbio il rigore estetico.
Ma sarà stato sempre così? Voglio dire, non sarà mica nato imparato? Sarà stato pure lui un collaboratore a progetto, uno stagista senza buoni pasto, insomma uno di quei “giovani creativi” che ultimamente sento spesso nominare impropriamente (…), insomma uno come tanti con buone idee (sempre quelle nell’aria) ma con una tecnica adolescenziale ancora da definire e affinare.

Ecco, diciamo che Dieter (mi perdoni se Le do’ del tu, io La venero e Le chiedo subito scusa per ciò che sto facendo, signor Rams) è uno stagista che smanetta con calcolatori elettronici, circuiti integrati, manopole, levette e ovviamente progetta prodotti per un’azienda di piccoli elettrodomestici.

Diciamo che Dieter è tendenzialmente uno preciso, ma pur sempre uno stagista. Uno di quegli stagisti con una quantità di progetti iniziati sulla scrivania, il cui numero supera decisamente la sua età.
Diciamo anche che è venerdì sera, fuori ci sono i suoi coetanei che festeggiano come se non ci fosse un domani, ma lui no, lui deve finire le tavole esecutive entro il giorno dopo.
Perchè per andare in produzione i disegni devono essere pronti e quindi dai Dieter, dai!

Ta l’altro domani è sabato, certo, ma siamo tedeschi eccheccazzo, se abbiamo detto che si parte domani, caschi il mondo, si parte domani.

“Dieter, noi andiamo, mi raccomando quando hai finito portali giù in produzione che li mettono in macchina, poi pensano loro a tutto, se ha dubbi chiama.”
I capi si fidano, Dieter è promettente, crescerà e farà grandi cose. Poi se ha dubbi, lui chiama.

Comunque, il rigore estetico è un casino, bisogna essere precisi, molto precisi. E a una certa ora, gli occhi si incrociano, la schiena fa male e la bocca si secca.

Ci vuole una birretta.

“Ma si, scendo giù mi faccio un paio di birre così mi ripiglio, poi torno su, finisco e mando in produzione. Taaac.”

 

Bi-papà, minimalista ma disordinato, puntiglioso, ostinato, appassionato di fantascienza. Faccio anche il pane.

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